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quello della sicurezza me l'ha spiegata bene.
gli addetti ai bagagli possono ignorare una valigia
ticchettante. quello della sicurezza, lui chiamava gli
addetti ai bagagli lanciatori. le bombe moderne non
ticchettano. ma una valigia che vibra, gli addetti ai bagagli,
i lanciatori, ecco che devono chiamare la polizia.
com'è che sono finito a vivere con tyler è per via di
questa politica adottata da quasi tutte le compagnie aeree
sui bagagli che vibrano.
nel mio viaggio di ritorno da dulles avevo tutto
quanto in quella sola borsa. quando viaggi parecchio
impari a imbagagliare ogni volta la stessa roba. sei camicie
bianche. due calzoni neri. il minimissimo indispensabile
alla sopravvivenza.
sveglietta da viaggio.
rasoio elettrico a batterie ricaricabili.
spazzolino da denti.
sei paia di mutande.
sei paia di calze nere.
salta fuori, alla partenza da dulles, che la mia valigia
vibrava, secondo quello della sicurezza, così la polizia
l'ha tirata giù. c'era tutto in quella borsa. il nécessaire
per le mie lenti a contatto. una cravatta rossa a
strisce blu. una cravatta blu a strisce rosse. queste sono
righe regimental, non righe da club. e una camicia
tutta rossa.
una volta tenevo una lista di tutte queste cose appesa
alla porta della mia stanza, a casa.
casa mia era un appartamento al quindicesimo piano
di un grattacielo, una sorta di archivio per vedove e
giovani professionisti. il pieghevole promozionale garantiva
due spanne di cemento tra me e qualunque stereo
o televisore a tutto volume al di là dei miei pavimenti,
soffitti e muri. due spanne di cemento e aria
condizionata, cosicché non potevi aprire le finestre, e
con tanto di parquet d'acero e interruttori a intensità
variabile, fino all'ultimo centimetro cubo a tenuta d'aria
puzzava dell'ultimo pasto che ti eri cucinato o dell'ultima
andata al bagno.
sì, e c'erano piani in massello e faretti incassati a basso
voltaggio.
comunque due spanne di cemento sono importanti
quando la tua vicina di casa lascia scaricare le batterie del
suo apparecchio acustico e deve mettere al massimo il
volume del televisore per seguire i suoi giochi a premi. o
quando una vulcanica fiammata di gas incandescente
piena dei detriti che una volta erano il tuo arredamento e
i tuoi effetti personali esplode dalle vetrate di casa tua lasciando
il tuo miniappartamento, solo il tuo, ridotto a
uno squarcio annerito nella facciata del grattacielo.
tutto, incluso il tuo servizio di piatti di vetro verdi
soffiati a mano con tutte quelle bollicine piccole piccole
e le imperfezioni, i granellini di sabbia, a riprova d'essere
l'opera degli onesti, semplici, infaticabili artigiani
indigeni di chissà dove, be', tutti questi piatti sbriciolati
dall'esplosione. immaginatevi le tende delle vetrate che
volano fuori a consumarsi nel fuoco spinto dal vento
caldo.
quindici piani al di sopra della città e questa roba
che scende come lava, cenere e lapilli a spargersi su tutte
le macchine parcheggiate.
io, mentre me ne volo a ovest, addormentato a mach
0,83 o 455 miglia orarie, velocità relativa, con gli artificieri
dell'fbi che esaminano la mia valigia su una pista
deserta a dulles. nove volte su dieci, dice quello della
sicurezza, la vibrazione è un rasoio elettrico. questo è il
mio rasoio elettrico a batterie ricaricabili. un'altra volta
è un dildo a vibrare.
questo me lo ha detto il tizio della sicurezza. questo
è stato alla mia destinazione, senza la valigia,
quando stavo per prendere un taxi e tornare a casa a
trovare le mie lenzuola di flanella a brandelli sul marciapiede.
si immagini, dice quello della sicurezza, di andare a
raccontare a una passeggera all'arrivo che il suo bagaglio
è rimasto sulla east coast per via di un dildo. e
certe volte capita con i passeggeri maschi. È politica
della compagnia aerea non entrare nel merito specifico
della proprietà nel caso di un dildo. si usa l'articolo indefinito.
un dildo.
mai il suo dildo.
che a nessuno scappi mai di dire che la signora è venuta
a bordo con un dildo.
un dildo è entrato in funzione dando origine a una
situazione di emergenza che ha richiesto lo scarico del
suo bagaglio. http://youcut.blogspot.com

quello della sicurezza me l'ha spiegata bene.
gli addetti ai bagagli possono ignorare una valigia
ticchettante. quello della sicurezza, lui chiamava gli
addetti ai bagagli lanciatori. le bombe moderne non
ticchettano. ma una valigia che vibra, gli addetti ai bagagli,
i lanciatori, ecco che devono chiamare la polizia.
com'è che sono finito a vivere con tyler è per via di
questa politica adottata da quasi tutte le compagnie aeree
sui bagagli che vibrano.
nel mio viaggio di ritorno da dulles avevo tutto
quanto in quella sola borsa. quando viaggi parecchio
impari a imbagagliare ogni volta la stessa roba. sei camicie
bianche. due calzoni neri. il minimissimo indispensabile
alla sopravvivenza.
sveglietta da viaggio.
rasoio elettrico a batterie ricaricabili.
spazzolino da denti.
sei paia di mutande.
sei paia di calze nere.
salta fuori, alla partenza da dulles, che la mia valigia
vibrava, secondo quello della sicurezza, così la polizia
l'ha tirata giù. c'era tutto in quella borsa. il nécessaire
per le mie lenti a contatto. una cravatta rossa a
strisce blu. una cravatta blu a strisce rosse. queste sono
righe regimental, non righe da club. e una camicia
tutta rossa.
una volta tenevo una lista di tutte queste cose appesa
alla porta della mia stanza, a casa.
casa mia era un appartamento al quindicesimo piano
di un grattacielo, una sorta di archivio per vedove e
giovani professionisti. il pieghevole promozionale garantiva
due spanne di cemento tra me e qualunque stereo
o televisore a tutto volume al di là dei miei pavimenti,
soffitti e muri. due spanne di cemento e aria
condizionata, cosicché non potevi aprire le finestre, e
con tanto di parquet d'acero e interruttori a intensità
variabile, fino all'ultimo centimetro cubo a tenuta d'aria
puzzava dell'ultimo pasto che ti eri cucinato o dell'ultima
andata al bagno.
sì, e c'erano piani in massello e faretti incassati a basso
voltaggio.
comunque due spanne di cemento sono importanti
quando la tua vicina di casa lascia scaricare le batterie del
suo apparecchio acustico e deve mettere al massimo il
volume del televisore per seguire i suoi giochi a premi. o
quando una vulcanica fiammata di gas incandescente
piena dei detriti che una volta erano il tuo arredamento e
i tuoi effetti personali esplode dalle vetrate di casa tua lasciando
il tuo miniappartamento, solo il tuo, ridotto a
uno squarcio annerito nella facciata del grattacielo.
tutto, incluso il tuo servizio di piatti di vetro verdi
soffiati a mano con tutte quelle bollicine piccole piccole
e le imperfezioni, i granellini di sabbia, a riprova d'essere
l'opera degli onesti, semplici, infaticabili artigiani
indigeni di chissà dove, be', tutti questi piatti sbriciolati
dall'esplosione. immaginatevi le tende delle vetrate che
volano fuori a consumarsi nel fuoco spinto dal vento
caldo.
quindici piani al di sopra della città e questa roba
che scende come lava, cenere e lapilli a spargersi su tutte
le macchine parcheggiate.
io, mentre me ne volo a ovest, addormentato a mach
0,83 o 455 miglia orarie, velocità relativa, con gli artificieri
dell'fbi che esaminano la mia valigia su una pista
deserta a dulles. nove volte su dieci, dice quello della
sicurezza, la vibrazione è un rasoio elettrico. questo è il
mio rasoio elettrico a batterie ricaricabili. un'altra volta
è un dildo a vibrare.
questo me lo ha detto il tizio della sicurezza. questo
è stato alla mia destinazione, senza la valigia,
quando stavo per prendere un taxi e tornare a casa a
trovare le mie lenzuola di flanella a brandelli sul marciapiede.
si immagini, dice quello della sicurezza, di andare a
raccontare a una passeggera all'arrivo che il suo bagaglio
è rimasto sulla east coast per via di un dildo. e
certe volte capita con i passeggeri maschi. È politica
della compagnia aerea non entrare nel merito specifico
della proprietà nel caso di un dildo. si usa l'articolo indefinito.
un dildo.
mai il suo dildo.
che a nessuno scappi mai di dire che la signora è venuta
a bordo con un dildo.
un dildo è entrato in funzione dando origine a una
situazione di emergenza che ha richiesto lo scarico del
suo bagaglio. http://youcut.blogspot.com

quello della sicurezza me l'ha spiegata bene.
gli addetti ai bagagli possono ignorare una valigia
ticchettante. quello della sicurezza, lui chiamava gli
addetti ai bagagli lanciatori. le bombe moderne non
ticchettano. ma una valigia che vibra, gli addetti ai bagagli,
i lanciatori, ecco che devono chiamare la polizia.
com'è che sono finito a vivere con tyler è per via di
questa politica adottata da quasi tutte le compagnie aeree
sui bagagli che vibrano.
nel mio viaggio di ritorno da dulles avevo tutto
quanto in quella sola borsa. quando viaggi parecchio
impari a imbagagliare ogni volta la stessa roba. sei camicie
bianche. due calzoni neri. il minimissimo indispensabile
alla sopravvivenza.
sveglietta da viaggio.
rasoio elettrico a batterie ricaricabili.
spazzolino da denti.
sei paia di mutande.
sei paia di calze nere.
salta fuori, alla partenza da dulles, che la mia valigia
vibrava, secondo quello della sicurezza, così la polizia
l'ha tirata giù. c'era tutto in quella borsa. il nécessaire
per le mie lenti a contatto. una cravatta rossa a
strisce blu. una cravatta blu a strisce rosse. queste sono
righe regimental, non righe da club. e una camicia
tutta rossa.
una volta tenevo una lista di tutte queste cose appesa
alla porta della mia stanza, a casa.
casa mia era un appartamento al quindicesimo piano
di un grattacielo, una sorta di archivio per vedove e
giovani professionisti. il pieghevole promozionale garantiva
due spanne di cemento tra me e qualunque stereo
o televisore a tutto volume al di là dei miei pavimenti,
soffitti e muri. due spanne di cemento e aria
condizionata, cosicché non potevi aprire le finestre, e
con tanto di parquet d'acero e interruttori a intensità
variabile, fino all'ultimo centimetro cubo a tenuta d'aria
puzzava dell'ultimo pasto che ti eri cucinato o dell'ultima
andata al bagno.
sì, e c'erano piani in massello e faretti incassati a basso
voltaggio.
comunque due spanne di cemento sono importanti
quando la tua vicina di casa lascia scaricare le batterie del
suo apparecchio acustico e deve mettere al massimo il
volume del televisore per seguire i suoi giochi a premi. o
quando una vulcanica fiammata di gas incandescente
piena dei detriti che una volta erano il tuo arredamento e
i tuoi effetti personali esplode dalle vetrate di casa tua lasciando
il tuo miniappartamento, solo il tuo, ridotto a
uno squarcio annerito nella facciata del grattacielo.
tutto, incluso il tuo servizio di piatti di vetro verdi
soffiati a mano con tutte quelle bollicine piccole piccole
e le imperfezioni, i granellini di sabbia, a riprova d'essere
l'opera degli onesti, semplici, infaticabili artigiani
indigeni di chissà dove, be', tutti questi piatti sbriciolati
dall'esplosione. immaginatevi le tende delle vetrate che
volano fuori a consumarsi nel fuoco spinto dal vento
caldo.
quindici piani al di sopra della città e questa roba
che scende come lava, cenere e lapilli a spargersi su tutte
le macchine parcheggiate.
io, mentre me ne volo a ovest, addormentato a mach
0,83 o 455 miglia orarie, velocità relativa, con gli artificieri
dell'fbi che esaminano la mia valigia su una pista
deserta a dulles. nove volte su dieci, dice quello della
sicurezza, la vibrazione è un rasoio elettrico. questo è il
mio rasoio elettrico a batterie ricaricabili. un'altra volta
è un dildo a vibrare.
questo me lo ha detto il tizio della sicurezza. questo
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quando stavo per prendere un taxi e tornare a casa a
trovare le mie lenzuola di flanella a brandelli sul marciapiede.
si immagini, dice quello della sicurezza, di andare a
raccontare a una passeggera all'arrivo che il suo bagaglio
è rimasto sulla east coast per via di un dildo. e
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della proprietà nel caso di un dildo. si usa l'articolo indefinito.
un dildo.
mai il suo dildo.
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un dildo è entrato in funzione dando origine a una
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suo bagaglio.
  echoes vs. phantom of the opera, pink floyd
i got the idea for this video while playing echoes on the guitar in a chuck palahniuk chat room (the cult, http://www.chuckpalahniuk.net) and someone brought up something about andrew lloyd webber. i have, in the past, searched for comparisons of the song, and didn't fid any, so i settled on downloading the phantom theme and of course, being the floydian i am, already had echoes, as it is one of my favorite songs. 

i was surprised to see no vids on the tube of you regarding the alleged copying of pink floyd's echoes by andrew lloyd webber into phantom of the opera , so here's all you'll ever need to know about it.

this is roger waters. he is the greatest musician of all time. he was the bassist and front man of pink floyd during the 1970s before they creatively crashed when waters left and gilmour took command. no offense to the man, he's a hell of a guitarist, but he's no master musician. 

echoes is a 23+ minute composition written by all four members of the band, first released on their studio album meddle in 1971. it book ended their live and studio feature film i got the idea for this video while playing echoes on the guitar in a chuck palahniuk chat room (the cult, http://www.chuckpalahniuk.net) and someone brought up something about andrew lloyd webber. i have, in the past, searched for comparisons of the song, and didn't fid any, so i settled on downloading the phantom theme and of course, being the floydian i am, already had echoes, as it is one of my favorite songs. 

i was surprised to see no vids on the tube of you regarding the alleged copying of pink floyd's echoes by andrew lloyd webber into phantom of the opera , so here's all you'll ever need to know about it.

this is roger waters. he is the greatest musician of all time. he was the bassist and front man of pink floyd during the 1970s before they creatively crashed when waters left and gilmour took command. no offense to the man, he's a hell of a guitarist, but he's no master musician. 

echoes is a 23+ minute composition written by all four members of the band, first released on their studio album meddle in 1971. it book ended their live and studio feature film i got the idea for this video while playing echoes on the guitar in a chuck palahniuk chat room (the cult, http://www.chuckpalahniuk.net) and someone brought up something about andrew lloyd webber. i have, in the past, searched for comparisons of the song, and didn't fid any, so i settled on downloading the phantom theme and of course, being the floydian i am, already had echoes, as it is one of my favorite songs. 

i was surprised to see no vids on the tube of you regarding the alleged copying of pink floyd's echoes by andrew lloyd webber into phantom of the opera , so here's all you'll ever need to know about it.

this is roger waters. he is the greatest musician of all time. he was the bassist and front man of pink floyd during the 1970s before they creatively crashed when waters left and gilmour took command. no offense to the man, he's a hell of a guitarist, but he's no master musician. 

echoes is a 23+ minute composition written by all four members of the band, first released on their studio album meddle in 1971. it book ended their live and studio feature film
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